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30/03/2003 - Una gita a Stazzona per vedere la "Masun" che è ricomparsa nel cuore del paese

Per raggiungere il centro di Stazzona si segue la strada statale 340 (Regina) fino a Dongo, dove si devia, seguendo le indicazioni, per il centro di Stazzona.


Lo scopo fondamentale della ricostruzione della "Masun" è quello di riproporre la testimonianza di un'antica tipologia costruttiva delle zone di montagna dei nostri territori.
Certo sarebbe stato più valido culturalmente e umanamente riproporre un manufatto autenticamente antico; ma come noto, questa esperienza iniziata non si è potuta concludere; a Cagerimo ancora si vedono i resti della Masun ricostruita e poi distrutta da un atto vandalico incommentabile, al quale la sola risposta possibile, l'unico gesto capace di annullare il precedente, è la ricostruzione, il riportare ai nostri occhi ciò che ci è stato tolto: chi fa è vivo e forte.





Si è deciso di riproporre l'antica tipologia nel cuore di Stazzona, in un luogo dove sono congiunti gli edifici rappresentativi della comunità: la chiesa, il municipio, la memoria dei soldati scomparsi, il campo di calcio, la strada che porta verso le cime, un panorama aperto, luminoso e rasserenaste; ma anche i caratteri di una semplice autodifesa: centralità, visibilità, illuminazione, valenza simbolica di monumento, quasi un totem, un' immagine arcaica e propiziatoria: o almeno così si spera, pur nel frattempo attuando le misure possibili di un' atavica prudenza.







Il piccolo edificio è del tutto nuovo; tuttavia è certo che la tecnologia costruttiva, i materiali e i gesti dell'edificare sono quasi gli stessi da tempi antichissimi e questo ci consente di considerare la nuova Masun ancora comunque una testimonianza veritiera del passato. Essa potrà essere "fruita" dalla popolazione e dagli studiosi del settore (o dai semplici appassionati di cose antiche) come testimonianza di un passato molto remoto, ma anche come archetipo lungamente conservatosi nel tempo con funzioni pressoché costanti, esempio di come spesso nella storia dell'uomo alcune cose semplici (e magari perfette) possano essere vive per secoli e anche millenni.







In questa accezione è evidente che il progetto di ricostruzione non deve essere interpretato con la precisione metrica e costruttiva che si conviene a un normale intervento sul patrimonio edificato esistente, ma piuttosto come un tracciato complessivo di un agire antico e ripetuto, suscettibile di lievi modifiche in corso d'opera, in relazione ai materiali (alcuni di recupero) e alle tecnologie costruttive disponibili, come avveniva un tempo e talvolta spessi anche ora. Le dimensioni del manufatto ripropongono quelle della Masun scomparsa: un rettangolo di circa m 5,5 per 4, un'altezza della parte in muratura di circa 2 m e del tetto in legno e paglia di circa 3 al colmo.
Alle spalle e a monte della Masun è stato costruito un muro di sostegno in pietra, con andamento lievemente articolato, coronato di due capriate di legno, che disegnano due profili di "casa", a ricordare che la Masun non era un'isola, ma parte di un gruppo, un momento della vita comunitaria.
Alessandra Bonfanti

Per informazioni:
- Società Archeologica Comense presso il Civico Museo Giovio P.zza Medaglie d'Oro, 6 22100 Como Tel. e Fax 031269022 E-mail: [email protected]
- Comune di Stazzona 22010 Stazzona (CO) - via alla Chiesa, 1 Tel. e Fax 0344 88305


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