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24/04/2012 - LE MURA DI COMO – Capitolo 1 – Cenni storici

L’evoluzione delle Mura dall’epoca Romana ai giorni nostri.


La storia delle Mura Romane di Como va dalla prima metà del I secolo a.C. epoca a cui risale la loro edificazione ad opera di Giulio Cesare, al 1127, quando furono distrutte dai Milanesi, al termine della guerra decennale.

Epoca Romana – nel 59 a.C. Cesare fondò il centro urbano, collocandolo nel mezzo della convalle bonificata e lo chiamò Novum Comum per distinguerlo dal precedente insediamento di Comum Oppidum . L’opera più ingente fu l’erezione della cortina muraria, alta quasi dieci metri e spessa due, che si sviluppava su tutti e quattro i lati, con un tracciato di pochi metri più interno rispetto a quello delle mura attuali. Le mura, robuste e merlate, erano intervallate da torri e sui quattro lati si aprivano altrettante porte. All’interno delle mura, la città seguì la tipica struttura ortogonale del castrum romano.

Epoca Altomedioevale - Dopo il crollo dell’Impero Romano, Como non subì degli attacchi diretti. Nel corso del VI secolo i Bizantini, dopo aver riconquistato l’intera Val Padana con la Guerra Gotica (535-553), rafforzarono e dotarono di nuove torri la cortina muraria di Como, oltre a ripristinare altre fortificazioni dell’area comasca quali il Baradello e l’Isola Comacina. Fra il 569 al 572, i Longobardi entrarono in Italia occupando anche il territorio lariano. Non si hanno però notizie certe su Como e sulla sua condizione nel il periodo Longobardo né si dispone di elementi che consentano di ricostruire la storia delle sue mura.

Epoca Medioevale - Intorno al X secolo, dopo l’avvento del Sacro Romano Impero, Como divenne capoluogo di contea. In seguito, tra il X e l’XI secolo, grazie ad un periodo di stabilità politica e ad un rinnovato sviluppo economico e produttivo, che portò ad una nuova identità delle realtà urbane in tutto il Nord Europa, anche Como beneficiò di un nuovo sviluppo economico sfruttando, tra l’altro, le sue vie di comunicazione che facevano da tramite tra l’Impero e il resto d’Italia. Non sappiamo se in questo periodo la cinta muraria subì delle modifiche. Le ipotesi al riguardo sono molteplici e discordanti ed è possibile che si sia verificata una contrazione della città sul lato orientale, esposto alla piene e alle esondazioni dei torrenti Valduce e Cosia.

Primo periodo Comunale – L’antagonismo per il predominio sulle vie di transito, strategiche per il commercio tra le grandi città della penisola Italiana e del resto dell’Impero, portò Como e Milano ad una guerra che durò dieci anni e si concluse con la resa di Como nel 1127. I Milanesi distrussero completamente le mura romane e smantellarono le fortificazioni che sorgevano attorno alla città: Borgo Vico, Coloniola, Camerlata e il Baradello. Quando, nel 1154, l’imperatore Federico I Barbarossa scese in Italia per restaurare l’autorità imperiale contro l’autonomia e l’indipendenza dei Comuni ed in particolare di Milano, Como si alleò col Barbarossa e partecipò alla spedizione contro Milano. Tra i 1158 e il 1192, il Barbarossa fece restaurare le strutture difensive della città, riedificandone le mura. Le Mura Federiciane erano dotate di merlature e la loro altezza, anche se a noi non nota, era indubbiamente considerevole; a ridosso della cinta muraria venne scavato un fossato. Oltre alle mura, fu ricostruito il castello Baradello e venne realizzata la Murata, uno sbarramento a difesa dell’accesso meridionale alla convalle.

Secondo periodo Comunale - A partire dalla metà del secolo XIII, terminata l’epoca delle ingerenze imperiali, Como, come gran parte dei comuni dell’Italia centro-settentrionale, fu teatro delle lotte tra le due opposte fazioni politiche dei Guelfi e dei Ghibellini che si contendevano il primato mettendo in crisi il buon funzionamento delle istituzioni cittadine. A Como la lotta per acquisire il potere cittadino si accese tra la famiglia guelfa dei Vittani e quella ghibellina dei Rusca che, per quasi un secolo, si alternarono al governo della città, tra lotte sanguinose, congiure e tradimenti. Nel 1331 Franchino Rusca si nominò signore di Como e lo rimase fino al 1335, anno in cui cedette la signoria ad Azzone Visconti segnando il termine della fase comunale e la fine della sua indipendenza. In questo periodo il tessuto urbano di Como si ampliò e si arricchì di nuovi elementi difensivi edificati per fronteggiare gli assalti delle fazioni avverse. Imponenti case-torri e palazzi-fortezza sorsero in zone strategiche all’interno delle mura urbane. Tra il 1250 e il 1285, Giordano e Loterio II Rusca fecero erigere il Castello della Torre Rotonda così chiamato per la caratteristica torre a base circolare e prolungarono le mura urbane fino alle rive del lago.

Periodo delle Signorie – Dopo l’avvento dei Visconti a Como, cessati i disordini e le sommosse provocati dalle lotte intestine, si ebbe un’epoca di stabilità e di sviluppo, conseguente alla ripresa delle attività produttive ed al ripristino e all’ampliamento delle antiche vie commerciali. Azzone Visconti fece erigere, nel territorio comasco, nuove fortezze e aggiunse altre fortificazioni a quelle esistenti. Egli scelse quale sua roccaforte in Como il castello della Torre Rotonda, lo dotò di una seconda torre a base quadrata e racchiuse con una cortina di mura tutta l’area a nordest dello stesso, separandola dalle altre costruzioni cittadine e formando così la Cittadella Viscontea , simbolo del dominio del ducato di Milano su Como. Nel 1447, alla morte del duca Filippo Maria Visconti, i Comaschi, dopo aver aderito alla Repubblica Ambrosiana che si era costituita a Milano, smantellarono le mura della Cittadella cancellandone perfino il ricordo. Gli Sforza, subentrati al potere a Milano, mantennero anche il dominio su Como fino a quando Ludovico il Moro si rivolse a Carlo VIII che inaugurò l’epoca della servitù d’Italia e anche Como dovette sottostare alle mire espansionistiche di Francia, Spagna e Austria.

























Periodo delle dominazioni straniere - La dominazione Francese portò varie opere di consolidamento delle strutture di difesa della città. Nel 1504 venne eretto il baluardo di Porta Portello per rafforzare il Castello della Torre Rotonda, oltre a costruire altri baluardi in corrispondenza di Porta Sala e di Porta Torre. Nel 1508 furono scavati nuovamente i fossati attorno alla città e fra il 1507 e il 1511 vennero eretti dei muraglioni semicircolari, prospicienti il fossato che abbracciavano le mura dell’intera città, i cosiddetti rivellini. Le porte di accesso alla città furono ridotte a tre: porta Portello, porta Torre e Porta Sala. Nel 1521, durante le guerre tra Carlo V e Francesco I, Como venne assediata dalle truppe dell’esercito spagnolo. Gli assedianti appostarono le loro artiglierie verso Porta Nuova aprendo una breccia nelle vicinanze della torre di ponente. I Francesi furono costretti a capitolare e le truppe spagnole conquistarono la città. Sotto il dominio Spagnolo vennero riedificate le mura difensive cadute e rinforzate le difese a lago; vennero anche drenati il porto, l’alveo del Cosia e il fossato intorno alla cinta muraria. Infine, durante il regno di Carlo V, vennero smantellati: il Castel Baradello, il Castel Carnasino ed il Castello di Civello. Queste furono le ultime modifiche apportate al sistema difensivo della città. Nel 1713 la dominazione Austriaca subentrò a quella Spagnola e Como tornò godette di un periodo di relativa stabilità; la funzione militare delle mura medioevali aveva ormai perso d’importanza tanto che vennero incentivate opere di riattamento e riconversione delle stesse, specie mediante la privatizzazione e la realizzazione di giardini pensili di dimore patrizie nella fascia interna dei camminamenti e del terrapieno. I ponti levatoi dei baluardi e del castello, ormai inadatti per le comunicazioni con la città, vennero sostituiti da strutture fisse. Nel 1783 il Comune di Como acquistò le mura dall’Erario militare per poi cederle a privati ed il fossato che correva intorno alle mura venne colmato e trasformato in viale alberato. Infine nel 1811 venne demolito il Castello della torre rotonda ed al suo posto fu edificato il Teatro Sociale che venne inaugurato nel 1813.
























Epoca Moderna e Contemporanea - Nel corso del XIX secolo, la città non conobbe una grande espansione demografica e territoriale e rimase inalterata la sua peculiare struttura”cancrina” con i tre borghi di Vico, Coloniola e del “burgh Drizz” o borgo di Porta Torre. Pochi anni dopo l’avvento del Regno d’Italia. , nel 1867, venne abolita la cinta daziaria e furono apportate modifiche alla mura aprendo altri passaggi viari e abbassandole, in parte, lungo il versante occidentale. Nei primi anni del Novecento, vennero abbattuti alcuni tratti delle mura lungo i lato meridionale e quello orientale per permettere la costruzione di alcuni edifici pubblici e per consentire la circolazione dei veicoli. Fino agli anni Settanta si discusse a lungo riguardo la conservazione delle Mura della Città fino alla decisione di non permettere nessun ulteriore intervento radicale.

Como 23/04/2012

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