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Volume V Tomo II
da "La Provincia" del 23 novembre 2004

Dal '700 al '900: la Storia di Como continua

Il secondo tomo dell'opera coordinata da Giorgio Rumi: un viaggio intorno ai temi della storia, della scienza e dello sport Ricostruite le vicende delle scuole istituzionali ma anche delle Associazioni culturali che arricchiscono la comunità lariana

Siamo in partenza per un viaggio, che ci porterà a conoscere alcuni aspetti della vita sociale della nostra città e del suo territorio, tra la fine del '700 e la prima metà del secolo scorso.
Il mezzo di trasporto è un… libro, il secondo tomo del quinto volume della Storia di Como: dall'età di Volta all'epoca contemporanea (1750- 1950). Ricordiamo che il coordinatore del quinto volume, col quale si è deciso di avviare l'operazione editoriale, è Giorgio Rumi, stimato docente universitario, originario del lago. Nel viaggio percorreremo territori noti, ma faremo anche scoperte, che possono interessare sia gli studiosi, sia i comuni lettori. In questo speciale itinerario ci guideranno tre "esse". La prima, evidentemente, sta per storia. La ricostruzione storiografica ormai non frequenta più solo la dimensione politica, anzi, spazia, e questo libro è una delle tante dimostrazioni, sempre più nelle pieghe della vita sociale, fornendo una panoramica complessa, un vero caleidoscopio, con più chiavi di lettura. Leggendo l'indice del secondo tomo si ha modo di apprezzare, anche in tal senso, la ricchezza del progetto editoriale (innovativo, per alcune scelte). Si spazia, infatti, dai protagonisti della scienza lariana (dove Volta la fa da padrone, ma è in buona compagnia con Piero Caldirola e Giuseppe Cocconi), agli articolati capitoli sulle ville e i giardini, con tanto di censimento delle stesse (qui il saggio di Alberto Rovi spicca per la profusione di documenti d'epoca presentati), si arriva alla Como della letteratura (in questo caso è doveroso un omaggio alla memoria di Arturo Della Torre, firmatario del notevole contributo dedicato a questa nel Novecento; tra l'altro Della Torre, insieme ad Antonio Spallino, fu uno degli antesignani del progetto Storia di Como), fino ad arrivare alla chicca delle guide turistiche del lago. Faremo "tappa" su due capitoli. Troviamo la nostra seconda "esse" nel saggio di Gianpiero Fumi La scuola e l'istruzione professionale. Tale discorso panoramico sulla scuola lariana è, per molti aspetti, una novità (ricordiamo in materia, lo studio di Carlo G. Lacaita, dedicato, però, al periodo 1859- 1914, apparso negli atti del convegno «La Provincia di Como dal 1861 al 1914», nel 1985). Si sa che nelle nostre terre, nell'Ottocento, a fronte di una situazione nazionale di diffuso analfabetismo, ci si trovava, invece, in una felice eccezione: la percentuale di analfabeti, per quanto notevole, era tra le minori del paese. Fumi ricostruisce le vicende della scuola istituzionale, quale il Liceo, ma anche il mondo degli Istituti professionali, dalla Ragioneria al Setificio, per citare esempi, poi si addentra in una serie di iniziative scolari diversificate, dalle scuole operaie e serali, alla preparazione tecnica di figure professionali, dall'interesse per l'educazione femminile, al capitolo dei collegi e convitti (religiosi e laici). Nel suo studio si trovano nomi di insegnanti privati, alcuni dei quali alcuni, come Ignazio Telfy-Zima, ebbero intuizioni vincenti: aprire corsi di lingue, innovativi ed opportuni, in una città dedita al commercio serico. A Como, infine, brillò la stella della Pro Cultura Popolare, poi Istituto Carducci. L'ultima "esse" che fa da riferimento al nostro cammino è quella dello sport. Stimolante, nuovo e significativo è il capitolo firmato da Sergio Giuntini Lo sport a Como tra lago e montagna. Qui si entra, a pieno titolo, anche nel grande universo del tempo libero e della nascita,o della mutata concezione dello stesso tra Otto e Novecento, con il passaggio dalla dimensione di èlite, a quella sempre più allargata. Lo sport è una delle spie di crescita sociale. Quello lariano, poi, ha grandi legami con quello svizzero e col sentire risorgimentale. Giuntini indaga minuziosamente, fa tesoro della pubblicistica settoriale comasca e la esalta in una lettura storiografica di notevole respiro. Certo, ci sono i grossi calibri, come la Ginnastica Comense 1872 (una decana, non solo su scala locale), ma ci sono anche i piccoli sodalizi oggi, forse, dimenticati (vedi la Costantia, legata al mondo cattolico e a S. Filippo), che pure furono importanti. Si trova di tutto, dagli sport acquatici, alle corse di cavalli, dalla nascita del calcio locale (il Como vide la luce nel 1907), al tennis, all'alpinismo, passando per il "glorioso" apparire della bicicletta, fino ad arrivare allo sport femminile. Ce n'è per tutti i gusti. Non va poi dimenticato che le associazioni sportive, come l'associazionismo in genere (del quale si parlerà, tra l'altro, nel terzo tomo in uscita a fine 2005), furono, a livello partecipativo, come dimostrano gli statuti, vere palestre di democrazia, oltre che di ginnastica. Nel volume accanto ai saggi storici sono da segnalare il corredo fotografico e gli apparati critici. Rosaria Marchesi

Presentazione del Dott. Giancarlo Frigerio

 

Intervento dell'Assessore Paolo De Santis

 

Intervento del Dott. Roberto Negrini - Rettore del Politecnico di Como
 
 
 
 
 
 
 
 
PIANO DELL'OPERA
Vol. I Tomo II
Indice generale
Vol. V Tomo I
Prefazione
Introduzione
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Ringraziamenti
Vol. V Tomo II
Introduzione
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La Storia di Como
"La Provincia" 23/11/04
Vol. V Tomo III
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